Attualità
Italiano -
Français -
English
- 9 dicembre 2008.
-
ULTIMISSIMA, SENSAZIONALE
Sergio e Marina Pellecchi prendono le distanze da Vittorio Emanuele, moglie e figlio. I maggiori savoiologi sentono puzza di bruciato ...negli Ordini forse, come predetto?
(Pellecchi era o è presidente della abusiva Consulta dei senatori di Vittorio Emanuele).
- 29 novembre 2008.
-
L'XI Premio Internazionale La donna dell'anno 2008 sul tema Diritti
umani senza frontiere è stato consegnato alla somala Aisha Omar venerdì
28 novembre a Saint-Vincent (AO) dal Presidente del Consiglio
della Valle d'Aosta e da S.A.R. la Principessa Reale Maria Gabriella di
Savoia, Presidente della giuria. Aisha Omar, nata nel 1968 a Mogadiscio,
laureata in medicina, ha un centro di prevenzione per gravidanze a
rischio a Gibuti e daiuta i bambini con malformazioni congenite organizzando
le operazioni chirurgiche in Italia. Con l'arrivo dei profughi
dall'Etiopia il suo ambulatorio è diventato una sorta di campo profughi.
Le altre finaliste erano Natalina Isella (Italia) e Esha Momeni (Iran).
Premiati la valdostana Anna Maria Alliod impegnata nel Cochabamba
(Bolivia) in progetti di cooperazione internazionale; la brasiliana Cleuza
Zerbini Ramos, fondatrice di Trabalhadores Sem Terra a San Paolo per
garantire una casa alla popolazione costretta a vivere di espedienti.
Articolo da Aosta Sera. 
Tricolore Italia - Agenzia stampa #3068. .
- 18 novembre 2008.
-
Filiberto ci riprova... e qualcuno abbocca (Università Lateranense).
.
- 14 novembre 2008
-
Scambio con il 'portavoce' Filippo Bruno
Il 25 settembre scorso, il sig. Filippo Bruno, assunto a qualche notorietà per il suo
incarico di 'portavoce' dell'ex principe di Napoli e del figlio, ha protestato con minacce
contro la nostra affermazione (che manteniamo) secondo cui egli millanta senza sosta il predicato
nobiliare 'di Tornaforte', famiglia estinta da ben oltre mezzo secolo. Una raccomandata r.r.
di risposta gli è stata spedita il 2 ottobre [Padova e dintorni si trovano a 30 km da
Venezia] e oltre un mese dopo ci è stata ritornata ancora chiusa con una dicitura
illeggibile. Strano, dal momento che la raccomandata era stata spedita all'indirizzo
indicato sulla carta da lettere del Bruno.
Essendo stato anticipato via e-mail il contenuto della lettera, non crediamo che le poste non
abbiano potuto consegnarla. Supponiamo invece che, conoscendola già dall'e-mail, sia
stata rifiutata. Ma, nell'ipotesi improbabile che si sia trattato di mancato recapito,
provvediamo senz'altro a riprodurre il contenuto della missiva in questo sito, certi
che il sig. Bruno lo noterà.
Pdf con lettera e risposta .
- 11 novembre 2008.
-
Articolo dal Corriere del Mezzogiorno su Vittorio Emanuele III: pagina 17, trascrizione.
- 11 ottobre 2008
-
Vittorio Emanuele e... l'Esercito Italiano a Torino.
Premessa:
"In corso Vinzaglio 6, il 10 ottobre alle 17:15 si svolge un appuntamento storico di rilievo: il ricordo del 25° anno dalla morte
dell'ultimo re d'Italia, Umberto II, voluto dal delegato degli Ordini Dinastici di Casa Savoia Carlo Buffa di Perrero, con
testimonianze del fior fiore dell'aristocrazia subalpina: Figarolo di Gropello, Genta Ternavasio, Guidobono Cavalchini, Antonielli
d'Oulx, Mola di Nomaglio, Sandri Giachino, Favero, Reina..."
Sembra che venerdì 10 ottobre Vittorio Emanuele di Savoia abbia fatto capolino al Circolo Ufficiali dell'Esercito, in Torino, per una solenne
commemorazione di S.M. il Re Umberto II organizzata da Carlo Buffa di Perrero. Ogni relatore presente - all'inizio e al termine del suo
intervento - si è inchinato verso il Savoia appellandolo, nell'errore, "Altezza Reale". Al termine Vittorio Emanuele ha ringraziato
con poche frasi - quasi balbettate - affermando, guarda caso, che con suo padre c'era piena armonia e intesa e che lui andava a trovarlo
spesso in Portogallo e riceveva regolari visite a Merlinge.
Quello che Vittorio Emanuele afferma, riferendosi ovviamente al matrimonio causa della sua decadenza, è oltremodo falso. Non solo: nella
primavera del 1982 sia lui che la Regina Maria José andarono in Portogallo e ritornarono a Ginevra dopo due giorni di albergo senza
essere stati ricevuti dal Re.
Ci si chiede che genere di abbaglio prenda ai signori ufficiali dell'Esercito Italiano i quali dovrebbero invece leggere i seri (anche se
scomodi per alcuni) documenti della home page di questo sito, sempre che per loro le leggi, le norme e la parola del Re che commemorano
valgano qualcosa.
- Dal 30 giugno 2008 al 2 novembre 2008
-
Venaria Reale (TO) - Manti Regali a Corte
Esposizione di 30 manti e abiti di corte appartenuti alla regina Maria José di Savoia nella Galleria Grande della Reggia.
In collaborazione con: Fondazione Umberto II e Maria José di Savoia e Fondazione Antonio Ratti.
Lunedì 30 giugno apertura straordinaria per il pubblico dalle ore 18:30 alle 23 (ultimo ingresso alle 22) con biglietto gratuito e
con vincolo di orario d'entrata, fino ad esaurimento dei biglietti disponibili. Il biglietto consente di visitare la Reggia con le
esposizioni in corso ed assistere allo spettacolo della Fontana del Cervo nella Corte d'onore (ore 23:30).
All'inaugurazione della mostra presenzieranno S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia, Presidente della Fondazione Umberto e Maria José,
il Ministro Bondi e la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.
Biglietti disponibili fino ad esaurimento (richieste di max 10 biglietti a persona) presso:
- Biglietteria della Reggia, via Mensa 34 Venaria - tel. +39 011 4992306
- Biglietteria dei Giardini della Reggia, viale Carlo Emanuele II Venaria - tel. +39 011 4992307
- InfoPiemonte, piazza Castello 165 Torino - tel. +39 011 432568
- 20 giugno 2008
-
La Consulta dei Senatori del Regno diffida dalle contraffazioni.
Comunicato ufficiale .
- 4 giugno 2008
-
Presentazione del romanzo storico "Cavalleria" a Roma
A Roma, il 29 Maggio, S.A.R. Amedeo, duca di Savoia, ha partecipato alla presentazione del romanzo storico "Cavalleria" di Rosellina Piano, edito da Vivant, associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari. La manifestazione è stata promossa congiuntamente dalla Delegazione di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta e dall'associazione Vivant, e si è svolta nella elegante cornice del Circolo Ufficiali dei Lancieri di Montebello, gentilmente messo a disposizione dal Colonnello Comandante Di Lorenzo.
Il volume descrive la vita e l'ambiente della celebre scuola di cavalleria di Pinerolo, al tempo del capitano Caprilli, il cui celebre metodo rivoluzionò la maniera di cavalcare. Il volume, pur con una piacevolissima struttura narrativa, è strettamente basato su documenti storici e foto d'epoca, ed i personaggi sono tutti reali; in esso compare fra l'altro S.A.R. la duchessa d'Aosta, Helène d'Orléans, famosa e abilissima amazzone.
S.A.R., accompagnato dal principe Don Stefano Pignatelli di Cerchiara, è stato ricevuto dal Colonnello Comandante Di Lorenzo e dal Colonnello Perugini, mentre due Lancieri in uniforme storica montavano la guardia alla porta del circolo. Il Duca di Savoia è stato accolto da S.E. frà Filippo Ferretti, Gran Priore di Roma, dal duca Don Leopoldo Torlonia, Delegato di Roma dello SMOM, dal conte Fabrizio Antonielli d'Oulx, presidente di Vivant, e dalla Delegazione romana di Vivant, composta dal marchese Carlo Incisa di Camerana, vice delegato di Roma dello SMOM, dalla contessa Amelia Toesca Caldora di Castellazzo della Croce di Dojola, e da Maurizio Bettoja.
Dopo la presentazione S.A.R. ha voluto esprimere il suo apprezzamento all'autrice Rosellina Piano ed al marito Colonnello Lanza, che ha contribuito alla stesura del volume con le sue ricerche.
S.A.R. si è poi intrattenuto con gli ufficiali del Reggimento e con i presenti, fra cui abbiamo notato il principe Don Carlo Massimo, figlio di S.A.R. Maria Adelaide Massimo, nata principessa di Savoia Genova.
- 14 maggio 2008
-
"di Tornaforte"
Il Signor Filippo Bruno ('portavoce' sia del sé-dicente re d'Italia sin dal 1946, Vittorio Emanuele, che del figlio Emanuele Filiberto)
si duole a torto delle parole che questo sito ha usato nei suoi confronti, e del mancato riconoscimento di alcun titolo e predicato nobiliare,
che si conferma nonostante l'invio di alcune fotocopie del Libro d'Oro edito dal Collegio araldico, che redatto su indicazioni fornite dalla parte
interessata non costituisce mai da solo prova di nobiltà.
- 25 marzo 2008
-
Messaggio augurale di S.A.R. il Duca di Savoia - S.M. Ordine di Malta.
- 7 marzo 2008
-
Esequie solenni di S.A.E. il Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta.
- 5 febbraio 2008
-
S.A.R la P.ssa Reale Maria Gabriella di Savoia al premio nazionale Penna d'Oro 2008 (da Diva e donna n.5 del 5/2/08, p. 139).
- 22 dicembre 2007
-
Il Principe Alessandro di Borbone Due Sicilie - Savoia Aosta ordinato sacerdote
Il 22 Dicembre 2007, nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, sono stati ordinati sacerdoti 48 giovani appartenenti all'Ordine dei Legionari di Cristo.
Ha ufficiato il sacro rito S.E. Rev.ma Mons. Luigi de Magistris, Vescovo titolare di Nova nonché pro-Penitenziere Maggiore emerito.
Fra i giovani ordinati sacerdoti S.A.R. il Principe Alessandro di Borbone Due Sicilie - Savoia Aosta, figlio di S.A.R. il Principe Casimiro delle Due Sicilie e di S.A.R. la Principessa Maria Cristina di Savoia-Aosta, figlia del Principe Amedeo di Savoia-Aosta Eroe dell'Amba Alagi e Vicerè d'Etiopia.
Oltre duemila persone hanno assistito al solenne rito; erano presenti i genitori del Principe Alessandro, il fratello Principe Luigi Alfonso, S.A.I. e R. l'Arciduchessa Margherita d'Asburgo, nata Savoia-Aosta, con i Principi Lorenz del Belgio e Martino, S.A.R. Dom Duarte Duca di Bragança, Capo della Real Casa del Portogallo, S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia, S.A.R. il Principe Carlo di Borbone Due Sicilie, S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia al posto d'onore, accompagnato da S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia.
- 26 novembre 2007
-
Per farsi un idea di come le cose funzionano nella finta Consulta imbastita da Vittorio Emanuele, leggete il n. 2283 di Tricolore, loro organo di informazione.
- 6 ottobre 2007
-
Ancora una volta Ginevra lancia frecce vecchie e spuntate
L'intervista-parere del prof. Gherro, rilasciata nel 2006 quando ancora non conosceva tanti basilari documenti, ripresentata da Ginevra come nuova e attuale oggi non dimostra nulla. Tanto più che è posta alla base del ragionamento la tesi ampiamente confutata secondo cui lo Statuto albertino ha cambiato le regole di successione dinastica di Casa Savoia. E che la legittimità della corona di Vittorio Emanuele come erede dinastico è assicurata dalla Repubblica, che in realtà si è curata soltanto di vietargli il rientro in Patria, con la nona disposizione persecutoria contro i Savoia "discendenti" (e non "successori" dinastici) degli ultimi due re.
Ma la cosa più singolare è che tanto l'intervistato che gli intervistatori non si rendano conto che la Famiglia reale di Savoia, come comunità politica, esiste ancora ed è retta da un suo ordinamento. Altrimenti di che stiamo parlando?
Così permane la vigenza della regola attuale e comune a tutte le Case regnanti ed ex regnati che i membri della Famiglia non possono sposare senza il previo consenso del capo famiglia. Chi non lo fa esce dalla famiglia e se alla violazione del previo consenso si aggiunge di convolare con persona di grado disuguale, come era appunto la Sig.na Marina Ricolfi Doria, l'estromissione dinastica diventa automatica e immediata.
Del tutto fantasiosa è la notizia del perdono da parte del re, perché non si tratta di perdonare ma, a tutto concedere, di reinserimento del principe decaduto nella Famiglia reale. Ma per far ciò esiste una sola procedura, che è quella di chiedere, senza poterlo ordinare, a tutti i principi subentrati di diritti nel posto lasciato vuoto, di rinunciare spontaneamente al nuovo rango legittimamente acquisito. Nulla di tutto ciò è stato fatto.
Tutto quanto viene qui riportato sinteticamente è ampiamente documentato e non c'è spazio per tentare di confondere le acque e le idee, miscelando a piacimento come punto di riferimento attuale norme che fanno capo a ordinamenti giuridici diversi.
- 4 ottobre 2007
-
Lettere degli esecutori testamentari del Re Umberto II, in data 9/5/07 e 22/5/07, alle P.sse Reali Maria Gabriella e Maria Beatrice di Savoia.
- 10 luglio 2007
-
Tricolore - Agenzia Stampa #1978.
- 5 luglio 2007
-
Senza commento. Novella 2000 #27 - p.11.
- 8 maggio 2007
-
Lettera odierna di S.A.R. il Principe Amedeo, nella sezione Stampa.
- 7 aprile 2007
-
A proposito quanto ha scritto Franco Malnati su 'Tricolore' 1718 del 5 aprile.
L'avv. Malnati critica Aldo Mola (autore del libro Declino e crollo della monarchia in Italia, Mondadori, 2006) ponendosi
da un angolo visuale sbagliato. Quella di Mola è una ricerca scientifica basata su dati, quella fatta da lui si basa su
un'ipotesi credibile, ma pur sempre ipotesi. Il pregio del discorso di Mola sta nell'inficiare il risultato del
referendum per non avere raggiunto il quorum richiesto dalla legge. È un argomento ben comprensibile dopo
che nella Repubblica l'istituto del referendum (grazie ai radicali) ha avuto più frequente applicazione.
La tesi del broglio ripescata da Malnati conserva comunque validità nel senso che brogli ci furono certamente
in quell'occasione ma resta da accertare (con prove) quale dimensione abbiano avuto.
Comunque, agli effetti pratici la Repubblica ormai si legittima da sé.
Quel che sorprende, invece, è il triplice salto mortale che Malnati compie - dimenticando o snaturando
le lettere del Re Umberto II - per passare alla questione di Amedeo, che altre volte ha sospettato di una
fantastica collusione con la Repubblica, ostinandosi a considerarlo un collaterale privo di rilievo.
Qualcosa lo ottenebra, e il qualcosa è il suo trasporto irrefrenabile per Vittorio Emanuele, che ai suoi occhi
deve avere un fascino particolare, nonostante che secondo le leggi di successione dinastica di Casa Savoia non
faccia più parte della Casa Reale.
- 6 aprile 2007
-
Comunicato ufficiale di smentita della Casa Reale Portoghese (file pdf in Inglese)
- 2 aprile 2007
-
Secca smentita
Avvertendo l'estrema precarietà delle loro pretensioni, Vittorio Emanuele di Savoia e figlio cercano legittimazione oltre i confini
dell'Italia, tentando di coinvolgere rappresentanti di altre Dinastie. Questa volta tocca alla Casa del Portogallo e ai suoi Ordini dinastici.
Sennonché la notizia di una "collaborazione" degli Ordini per ora gestiti dai summenzionati Savoia con l'Ordine di S. Michele da Ala,
rilasciata con molta enfasi da Vittorio Emanuele a Ginevra il 17 febbraio, nel suo discorso ai membri degli Ordini dinastici Savoia e
pubblicata da Tricolore, riceve categoriche ed autorevoli smentite da Lisbona, cancellando l'ennesimo tentativo di disinformare gli
italiani in genere e i monarchici in particolare.
- 17 marzo 2007
-
Nella ricorrenza dello Statuto albertino
Lo Statuto promulgato il 4 marzo 1848 da Re Carlo Alberto di Savoia come «legge fondamentale, perpetua e irrevocabile della monarchia» è divenuto lo «Statuto fondamentale del Regno d'Italia» con l'assunzione del titolo di re d'Italia da parte di Vittorio Emanuele II di Savoia, con la legge 17 marzo 1861, n. 4671.
Nella ricorrenza della sua emanazione ed estensione a tutta la Nazione unificata, si ricorda che con esso il re rinunciava irrevocabilmente al principio della Monarchia assoluta per intraprendere il ruolo della monarchia costituzionale parlamentare, dove il re si pone al servizio dello Stato.
Casa Savoia è orgogliosa di potere rivendicare dopo oltre un secolo e mezzo la costante e ininterrotta adesione a quei princìpi che, riaffermati in parte ma senza un espresso richiamo dalla Costituzione del 1948, costituiscono patrimonio attuale del popolo italiano sin dal 4 marzo del 1848, e continuano a guidare il cammino della Patria.
Nella sezione «studi» del sito si riporta uno studio scientifico dal titolo: La Reale Casa di Savoia davanti allo Statuto e alla Costituzione.
- 13 marzo 2007
-
Dal quotidiano Libero: archiviato il caso Amedeo d'Aosta.
Il giudice per le udienze preliminari di Milano ha archiviato l'accusa di maltrattamenti a carico di
Amedeo d'Aosta. Secondo il giudice, Amedeo di Savoia «si è assunto la responsabilità di padre« e la
querela presentata da Kyara Van Ellinkhuizen, madre della figlia Ginevra, «è priva del minimo
fondamento giuridico».
- 27 febbraio 2007
-
Ma non è una «Risposta seria».
Precisazioni sulla così detta «Risposta seria all'Avv. Mazzocca» di Franco Malnati,
su Tricolore, n. 1614 del 21/2/07 e la nota di Gian Nicola Amoretti sul sito dell'U.M.I. il 25/2/07.
Giustamente dal sito dell'U.M.I. Gian Nicola Amoretti ha invitato Malnati a fare meno l'avvocato e più
il giurista. Egli sa bene che nessuno ha messo in dubbio l'autenticità del documento redatto alla
morte del re dalla vedova, unitamente alle figlie e sottoscritto anche dagli esecutori testamentari.
Solo che si tratta di un documento inutile, poiché cerca di coprire con un accordo tra gli eredi
la determinazione del re Umberto II (quale Capo della Casa) di estromettere il figlio dalla successione
dinastica se avesse sposato Marina Ricolfi Doria, come in effetti fece. Il dato importante e da tenere
in conto, viceversa, è che il re, come aveva preannunciato, ha cambiato le sue disposizioni
testamentarie, abolendo la quota in più che aveva destinato al figlio in quanto erede dinastico.
Come dire: due più due fanno quattro (non essendo più erede dinastico, si toglie la
quota di eredità).
La Principessa Maria Gabriella, avendo ben riflettuto, si è resa conto che si era tentato di
fare qualcosa che non era nei poteri dei sottoscrittori. Non si tratta di una scelta di convenienza
ma di un atto di onestà intellettuale, che dovrebbe servire da esempio.
Per altro verso, non potendo Malnati (e nessun altro) negare le lettere del re Umberto II e il loro
contenuto, si aggrappa alla fragile eccezione che alla determinazione del re non sarebbe seguita la
procedura indicata dallo stesso per l'annunciata destituzione del figlio. Si tratta di un argomento
inconsistente in quanto la violazione compiuta da Vittorio Emanuele è quella prevista dal n.
2 delle Regie Patenti, applicate dal re Umberto, dove la sanzione si produce «automaticamente»,
cioè senza che occorra una specifica procedura.
Con l'occasione vale ricordare che la successione dinastica è automatica e non consente neppure
al re di scegliere e di cambiare opinione, come si ipotizza che avrebbe potuto fare «negli Anni
Settanta», e come in realtà non fece e lo dimostra il fatto che il re ha conservato le
lettere di cui trattasi e ha disposto nel testamento come ha disposto.
Altrettanto privo di pregio giuridico è il discorso circa la «staffetta» nell'esilio
tra Vittorio Emanuele e Amedeo. Il testo della iniqua - e qui siamo d'accordo - disposizione
costituzionale parla dei discendenti maschi degli ex re e non degli eredi: Amedeo pur essendo erede
dinastico non è discendente maschio dagli ex re. È un dato di fatto. L'esilio, secondo
il testo della norma, non lo riguardava e pertanto sarebbe stato impossibile realizzare una
«staffetta». Senza dire che Amedeo si è fatto da bambino un paio d'anni di campo
di concentramento tedesco, che per molti versi è più scomodo di un lungo esilio da benestante.
La «Risposta seria» prosegue avventurandosi in ipotesi fantastiche, come quella che
vuole «un inquietante parallelismo fra le mosse aostane e quelle dello Stato repubblicano»,
e lamenta che questo abbia scelto la «mostruosa procedura dell'art. 138» della Costituzione
per dichiarare «esauriti gli effetti» della disposizione XIII sull'esilio, dimenticando o
non sapendo che proprio per iniziativa di Amedeo di Savoia si era giunti al risultato di un incontro
al massimo livello e alla presenza di un pubblico qualificato nei Palazzi del Senato, perché
la questione fosse risolta con una semplice presa d'atto, e che tale scelta fu contestata inopportunamente
con un telegramma proprio da Vittorio Emanuele; motivo per cui l'iniziativa veniva abbandonata. Dove
era allora l'Avvocato?
In una risposta «seria» ci si sarebbe aspettato ben altro che i soliti tentativi di eludere
i dati importanti: violando la prescrizione paterna Vittorio Emanuele si è messo da solo fuori
da Casa Savoia e nessuno ve lo può fare rientrare aggirando le leggi della successione dinastica.
- 17 febbraio 2007
-
Vittorio Emanuele di Savoia, dopo avere fatto causa (perdendo) per motivi di interesse
economico, alla propria madre, la Regina Maria José, alle tre sorelle (rinunciandoci dopo
sei anni) e a una serie di monarchici, prosegue con una citazione (16 nov. 2006) contro
il Principe Amedeo di Savoia e contro Aimone di Savoia. La richiesta è d'impedire l'uso
del cognome familiare «di Savoia» e lo stemma della Famiglia Savoia ai predetti Principi
di Casa Savoia, che si vorrebbe costringerli a usare come cognome familiare il predicato
d'Aosta, così da non usurpare l'immagine pubblica di Vittorio Emanuele e figlio (ma quale
persona sensata lo vorrebbe?), lo stato sociale (quale: quello di indagato?), nonché lo stemma
di famiglia, già sigillo dello Stato, considerato da essi alla stregua d'un marchio commerciale.
Ma il tutto sembra finalizzato a farsi dichiarare eredi dinastici della Casa Reale dal giudice
della Repubblica (!), nulla valendo per loro le lettere del Re Umberto II e le regole della
Famiglia reale. Il Principe Amedeo è fiero di portare il titolo glorioso degli antenati duchi d'Aosta, che
con il loro sangue e le doti morali lo resero degno di rispetto nel mondo intero: ma il
suo cognome familiare e lo stemma familiare è quello di Savoia, quello che spetta a tutti
i discendenti del re Vittorio Emanuele II, Padre della Patria.
- 12 febbraio 2007
-
Da un articolo del 12/2/07 di Marco Dolcetta sull'Unità, dal titolo «L'ultima
di Gelli: il Vaticano diventi Stato off-shore» si apprende che Licio Gelli,
il «Venerabile della P2», accennando alla «spinosa questione dell'eredità e
della successione» in Casa Savoia, dimostrava di essere al corrente della
«lettera di Umberto che toglie ogni prerogativa a Vittorio, che si è sposato
con Marina non nobile». Si tratta della lettera che il Re Umberto II
conservò, dopo averla scritta e notificata al figlio, a documentazione del
cambio di successione dinastica in favore di Amedeo d'Aosta, pubblicata in
questo sito.
- 10 febbraio 2007
-
MESSAGGIO
DI S.A.R. IL PRINCIPE AMEDEO DI SAVOIA
PER LA GIORNATA DEL RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE
Ill.mo Avv. Paolo Sardos Albertini
Presidente Lega Nazionale Trieste
La giornata dedicata alle Foibe merita il ricordo dell'intera Nazione per ribadire
la condanna degli atti di inumana ferocia perpetrati dai partigiani titini.
Scomparvero a migliaia i nostri fratelli giuliani, istriani e dalmati per l'unica
loro "colpa" di essere italiani: dopo abbiamo avuto oltre cinquant'anni di
silenzio vile e moralmente complice.
Con le vittime delle Foibe ricordiamo, commossi e solidali, le centinaia di migliaia di
italiani derubati di tutto e costretti ad abbandonare i loro paesi, le loro case, i
loro morti e le italianissime città di Zara, di Fiume, di Pola...
Amedeo di Savoia
S. Rocco, 10 febbraio 2007.
|
|