[ Ordini Dinastici | Documenti sugli Ordini dinastici ]
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Conclusioni alle quali è pervenuto un apposito studio scientifico di prossima pubblicazione:
«L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro non è una "Religione" (Istituzione religiosa), non è un Ordine
religioso, non è un'associazione pubblica di fedeli, non è un'associazione privata di fedeli:
è semplicemente un Ordine dinastico - le cui Bolle papali del passato non sono più in vigore dal 1907
e molto probabilmente da prima - il quale, pertanto, non dipende dalla Chiesa e non ha alcun legame
ufficiale con essa.»
Statuto irritualmente rimaneggiato da Vittorio Emanuele dopo la morte del re Umberto II.
Lo statuto viene riprodotto in inglese poiché è introvabile in lingua italiana e proviene dal sito SavoyDelegation-USA, l'unico che per la trasparenza lo pubblica.
Oltre a quanto sopra detto, rimangono da chiarire altri quattro punti oscuri circa l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro:
- I suoi rappresentanti rifiutano da anni di dichiarare, per lo meno a tutti i loro insigniti, quale sia, in percentuale, la proporzione tra gli introiti dell'Ordine e le somme devolute in beneficenza;
- gli insigniti stessi, a quanto risulta, ignorano chi siano gli altri insigniti. Sui vari siti internet dell'Ordine occorre un nome di 'log in' ed una parola d'ordine per accedere alle liste. Nessuno dei membri intervistati posseggono questa formula né mai è stata loro proposta. E dire che in qualsiasi Ordine o club, chi si associa ha il diritto di sapere chi va a raggiungere e forse frequentare, senza che ciò comporti alcuna violazione della privacy;
- la segretezza dei nominativi di un'associazione, se è consentita in Svizzera, dove è addirittura lecito scrivere in uno statuto, a condizione di non turbare l'ordine pubblico, che un membro di un'associazione non ha il diritto di sapere chi sono gli altri membri, viceversa è proibita in Italia, in quanto integrerebbe una società segreta vietata dalla legge. Ma a prescindere da ciò, il rifiuto di fare chiarezza anche sui propri componenti rende ancora più sospetta l'organizzazione stessa, tanto più quando si autodefinisce unicamente indirizzata alla beneficenza e legata alla Chiesa;
- nel reclutare un nuovo membro (anche mediante una pubblicità di incitamento ad iscriversi come se si trattasse una carta di credito) non viene data alcuna informazione sulla possibilità di scegliere tra ricevere solo l'investitura - che comunque deve essere gratuita ed al merito - e tra il partecipare, in aggiunta, anche all'associazione di diritto svizzero, che impone un pagamento annuale e altri balzelli non indifferenti. Questo genere d'omissione spesso porta un nome.
Oltre ai detti quesiti si può aggiungere l'altro circa il motivo che ha spinto Emanuele Filiberto a dimettersi repentinamente e senza previo avviso agli insigniti dalla carica di Gran Cancelliere dell'Ordine.
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